Il futuro dell’enoturismo è conversazionale: il caso Agentowine e i dati delle visite online
Ho conosciuto Francesco Gaspari su LinkedIn, leggendo un suo post su Castello di Albola e sul progetto Agentowine. Mi ha colpito subito il suo approccio: concreto, sperimentale, guidato più dalle domande che dalle certezze.
Cinque mesi fa Castello di Albola ha deciso di provare Agentowine sul proprio sito, senza promesse e senza garanzie, con l’unico obiettivo di capire se potesse davvero migliorare l’esperienza del visitatore.
Oggi è possibile iniziare a osservare cosa è accaduto: un flusso costante di interazioni da parte di visitatori spesso internazionali, curiosi e con richieste molto specifiche, che cercano soprattutto risposte semplici e immediate prima di prenotare una visita. Da gennaio a maggio, le conversazioni sono cresciute del 45%, mese dopo mese, senza alcuna campagna di marketing. Solo traffico organico, solo utenti reali che trovano lo strumento e lo utilizzano.
Un aspetto interessante è come questo tipo di sperimentazione nasca sempre più spesso da giovani professionisti e figure creative del settore, capaci di unire tecnologia, vino e nuovi modelli di comunicazione. Un modo diverso di osservare l’enoturismo: non più solo come esperienza fisica, ma come percorso che inizia molto prima, già sul sito della cantina.

Come sei arrivato all'idea di Agentowine e quali esperienze nel mondo dell'enoturismo ti hanno fatto capire che l'intelligenza artificiale poteva risolvere problemi concreti per una cantina?
Avevo già lavorato con l’AI in altri progetti, ma è stato il master al Sant’Anna di Pisa sul mondo del vino, con una parte significativa dedicata all’enoturismo, a farmi vedere il problema da vicino. Le cantine sono impegnate, spesso sottodimensionate sul fronte del customer service, e non sempre riescono a rispondere in tempi ragionevoli a chi scrive per avere informazioni prima di prenotare.
Ho capito subito però che uno strumento generico non avrebbe funzionato: serviva una personalizzazione molto dettagliata su ogni cantina, per non creare qualcosa di distante dai valori e dal linguaggio aziendale. L’obiettivo finale è liberare tempo alle persone che lavorano in cantina e offrire agli enoturisti risposte immediate, senza farli aspettare ore per una mail.
Quando un utente scrive domande dirette come “organizzate visite?”, cosa ti sta dicendo davvero rispetto alle possibili frizioni nel percorso di prenotazione?
Quando un visitatore scrive “organizzate visite?” sta già dicendo qualcosa di preciso: le informazioni sul sito non erano abbastanza chiare o non le ha trovate subito. Ma quella domanda è solo il punto di partenza. Nella maggior parte dei casi segue una conversazione più articolata: quali esperienze ci sono, quale si adatta meglio alla propria situazione, cosa consiglieresti a una coppia o a una famiglia.
Chi arriva con quella domanda non vuole solo sapere se le visite esistono, vuole capire quale fa per lui. Inoltre, molti utenti si sentono più liberi di porre domande a un assistente virtuale che forse eviterebbero di fare a una persona, per timidezza o timore di fare una domanda considerata banale.
Tu per esempio, cosa cerchi quando vuoi visitare una cantina e quali sono, secondo te, gli elementi che fanno davvero la differenza tra un semplice visitatore e qualcuno che decide di prenotare una visita o un’esperienza?
Quando cerco una visita in cantina online, per me fanno la differenza informazioni chiare sulle esperienze proposte, foto che permettano di immaginare la visita, recensioni di altri visitatori e la possibilità di capire subito cosa rende quella cantina unica. È importante anche il modo in cui l’azienda riesce a trasmettere i propri valori e la propria identità attraverso il sito. Inoltre, la semplicità del processo di prenotazione è fondamentale.
Credo che la differenza tra un semplice visitatore del sito e una persona che decide di prenotare stia proprio nella capacità della cantina di far percepire il valore dell’esperienza: quando riesco a immaginarmi lì, a capire cosa vivrò e perché quell’esperienza è diversa dalle altre, la curiosità si trasforma molto più facilmente in una prenotazione.
Secondo la tua esperienza, dove si colloca oggi il confine tra informazione digitale e reale esperienza enoturistica, e quanto questo incide sulla decisione di visita?
Faccio una distinzione netta tra la visita in cantina e la fase che la precede. L’esperienza in loco deve restare fedele all’identità del produttore, alle tradizioni, al rapporto umano. Ma nella fase di pre-visita (quando qualcuno entra nel sito da casa, dal telefono, magari la sera) stiamo parlando di persone abituate a interagire con strumenti digitali nella loro quotidianità.
La paura di sembrare “troppo tecnologici” in questa fase secondo me è fuori luogo: è esattamente lì che si portano le persone in azienda. I valori si trasmettono durante la visita, non devono per forza passare per una casella mail che risponde il giorno dopo.
Puoi condividere un caso concreto in cui Agentowine ha migliorato in modo evidente l’esperienza del visitatore e/o aumentato le conversioni di una cantina, e quali elementi hanno fatto la differenza?
In tutte le cantine e i consorzi in cui abbiamo inserito AgentoWine abbiamo visto benefici su fronti diversi: tempo liberato alle persone del team, aumento delle prenotazioni, ma anche qualcosa di meno ovvio, la raccolta di informazioni su cosa cercano davvero gli enoturisti.
Le domande che arrivano attraverso il chatbot sono un osservatorio continuo: quali esperienze vengono chieste di più, quali dubbi ricorrono, cosa non è chiaro sul sito. È un tipo di dato che normalmente si perde, perché finisce in una mail o in una telefonata e non viene mai aggregato.
Cosa ti suggeriscono i dati delle conversazioni (come la crescita del +45%) sul livello di maturità digitale delle cantine che lavorano nell’enoturismo?
Quel +45% di conversazioni mese su mese, senza campagne e solo su traffico organico, ci dice che le persone hanno ormai l’abitudine di cercare il chatbot quando hanno una domanda. L’occhio va in basso a destra quasi in automatico. Se non c’è niente, o c’è qualcosa che non funziona bene, il visitatore ha davanti due alternative: scrivere una mail e aspettare, oppure cercare direttamente un’altra cantina. Le cantine che stanno capendo questo non lo vivono come una scelta tecnologica, lo vivono come una scelta di ospitalità.
Quali sono i prossimi sviluppi di Agentowine e come immagini l’evoluzione dell’intelligenza artificiale applicata all’enoturismo nei prossimi anni?
I prossimi passi sono continuare a lavorare con le cantine già a bordo, affinando lo strumento sulla base dei loro feedback, sono loro ad avere le indicazioni più preziose. Nel turismo in generale la direzione è chiara: sempre più persone si aspettano di poter fare tutto, compresa la prenotazione, direttamente dall’assistente, senza navigare tra le sezioni del sito.
Come reagirà il mondo del vino a questa evoluzione è ancora da vedere. Da parte mia continuerò a girare tra fiere e cantine, perché la parte più importante è ancora quella: stare vicino ai produttori e aiutarli a capire che adottare uno strumento di AI non significa tradire la propria identità, significa andare incontro a chi quella identità la vuole scoprire.
Offerta per i soci WEA:
Quello che colpisce di Francesco Gaspari è la capacità di affrontare l'innovazione con pragmatismo, ascoltando il mercato e trasformando le esigenze reali delle aziende in strumenti concreti e misurabili.
Per i soci della WINExcel Association, Francesco ha deciso di mettere a disposizione una prova gratuita di Agentowine, offrendo così l'opportunità di testare direttamente le potenzialità della piattaforma senza alcun investimento iniziale. Un'occasione interessante per sperimentare uno strumento innovativo, valutarne l'efficacia sul proprio sito e comprendere come l'intelligenza artificiale possa supportare concretamente le attività di accoglienza, comunicazione e vendita.
Per richiedere la prova gratuita è possibile scrivere a info@agentowine.com
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Salute e alla prossima!
E non scordarti: Sii curioso e assaggia sempre qualcosa di nuovo 🍷
👋🏻 Ciao, sono Mihaela Cojocaru DipWSET
Autrice del libro "Metodo WINExcel" - consigli pratici per esportare i tuoi vini con successo"
Ideatrice dell'Associazione dei venditori di vino WINExcel Association www.winexcel.net
Export Coach 1:1 - WSET Educator - Sommelier AIS - Docente export & digital marketing - Formazione finanziata
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