Radici nel piatto, vino nel bicchiere: la coppia che rivoluziona gli abbinamenti vegetali

Mihaela Cojocaru • 20 maggio 2026

Tra filari, stagioni e cucina vegetale, Davide e Stefania hanno scelto di raccontare il vino da una prospettiva diversa, ancora poco esplorata: quella dell’abbinamento con la cucina vegana e vegetariana. 


Sommelier nella vita e coppia nel lavoro, hanno trasformato la loro passione in un progetto che unisce territorio, sostenibilità e cultura gastronomica, dimostrando che il vino non si abbina solo ai classici piatti di carne o pesce, ma può esaltare anche i sapori più autentici del mondo vegetale. Con il loro percorso “Radici nel piatto, vino nel bicchiere”, invitano a riscoprire il legame profondo tra ciò che nasce dalla terra, la stagionalità e ciò che finisce nel calice. 



Come vi siete avvicinati al mondo del vino? È nata prima la passione per il vino o quella per la cucina vegetale, e in che momento avete capito che potevano dialogare così bene?


Ci siamo avvicinati al mondo del vino quasi per gioco, come una passione da condividere, senza sapere davvero dove ci avrebbe portato. Vedevamo il corso da sommelier AIS come un hobby in comune, un modo per passare del tempo insieme esplorando qualcosa di nuovo.


Poi, una volta dentro, abbiamo scoperto un mondo meraviglioso e la voglia di approfondire non si è più fermata. Il vino ci ha attratti anche per il suo legame profondo con il territorio italiano, un patrimonio culturale enorme, di cui il vino è parte integrante e inscindibile.


La cucina vegetale, invece, è arrivata più gradualmente: per ragioni etiche, per amore degli animali, per una scelta di vita che si è fatta strada piano piano nella quotidianità. Ed è proprio lì, cercando di portare insieme le due cose, che abbiamo cominciato a renderci conto che non era così scontato abbinare cucina vegetale e vino: ci voleva studio, curiosità, e un po' di coraggio.



Essere sommelier e scegliere uno stile di vita vegetariano non è un abbinamento così comune da raccontare: com’è nato il vostro progetto? C’è stato un momento preciso in cui avete sentito il bisogno di proporre una visione diversa degli abbinamenti?


Essere vegetariani nel mondo della sommellerie non è semplice e questo, in fondo, è stato il seme del progetto. Durante l'ultimo livello del corso ci siamo resi conto di quanto spazio venisse dedicato agli abbinamenti con carne, pesce e salumi, mentre la prospettiva vegetariana era quasi del tutto assente.


Ed è lì che è scattata la domanda: perché non esplorare questo territorio? Sempre più persone si stanno avvicinando a una cucina vegetale (chi per ragioni etiche, chi per scelta salutistica) e ci sembrava bello poter dire: guarda, non esiste solo la carne per stare bene a tavola con un buon bicchiere.


C'è un mondo intero da scoprire, fatto di abbinamenti inaspettati e di vini magari meno conosciuti che, accanto a un piatto vegetale ben costruito, possono sorprendere davvero. E volevamo farlo anche per noi stessi, solo per il gusto di sperimentare. Siamo ancora all'inizio: è un progetto che vive di ricerca e studio continuo. 



Spesso quando si parla di vino a tavola si ragiona in termini di carne o pesce. Qual è stata la sfida più grande nel costruire una narrazione degli abbinamenti pensata per la cucina vegetale?


Più che qual è stata la sfida, direi quale sarà: siamo all'anno zero di questo progetto, dove tutto è ancora in costruzione. La difficoltà più grande riguarda i vini di grande struttura: rossi importanti, lunghi affinamenti, bottiglie che chiamano piatti di peso. Con la cucina vegetale, trovare qualcosa che risponda a quella intensità non è scontato e sarà uno degli approfondimenti principali dei prossimi mesi.


Al contrario, su vini di media o leggera struttura l'affinità aromatica si trova molto più naturalmente, spesso anche con piatti semplici della quotidianità. Per esempio, trovare un piatto vegetale che si abbini a un Barolo è decisamente più complesso, ma su questo ci può aiutare anche un uso più sapiente delle spezie: dosarle con attenzione permette di alzare l'intensità aromatica e la complessità di un piatto vegetale, avvicinandolo a vini più robusti che altrimenti sembrerebbero fuori portata.



Il vostro format “Radici nel piatto, vino nel bicchiere” incuriosisce molto: in cosa consiste esattamente questo abbinamento? Cosa trovano le persone che decidono di seguirvi in questo percorso tra cucina, territorio e calice?


Il format nasce dall'idea di unire cucina vegetale e tradizione: piatti regionali, anche rivisitati, ma sempre con un legame autentico con il territorio. Siamo persone a cui piace sperimentare e viaggiare, e questo ci spinge a guardare “oltre il nostro orticello”.


Non a caso, i primi post non sono partiti dal Lazio, la nostra regione, ma ci hanno portato subito dal Pignoletto dei Colli Bolognesi al Trento DOC, per poi tornare al Frascati. Chi ci segue troverà una grande varietà di piatti e cucine regionali e, piccolo spoiler, nel tempo arriveranno anche piatti non italiani e vini di altre nazionalità, quelli che spesso in Italia sono poco conosciuti ma che meritano di essere scoperti.


Il nome stesso “Radici nel piatto, vino nel bicchiere” contiene già una separazione: oltre agli abbinamenti, vogliamo approfondire i vini del territorio, i luoghi che visiteremo, ma anche i singoli ingredienti vegetali con i loro possibili accostamenti enologici. È un format che sta ancora nascendo, e non ci precludiamo nulla. L'obiettivo è costruire una pagina dinamica, utile sia a chi sa poco di vino e vuole avvicinarsi, sia a chi studia per diventare sommelier e cerca spunti di approfondimento.



Nei vostri contenuti raccontate molto il legame tra terra, stagioni e territorio. Quanto conta per voi partire dagli ingredienti stagionali per scegliere il vino giusto?


Come collettività, negli ultimi anni, abbiamo preso l'abitudine di ignorare i ritmi della natura: di appiattire la stagionalità e di avere tutto disponibile sempre. Ed è un peccato enorme, perché si perdono l'essenza e il sapore di certi prodotti, ma anche quel senso di attesa che rende un piatto davvero speciale in un dato momento dell'anno.


La natura è perfetta così com'è: se un ingrediente ci viene offerto in una certa stagione, un motivo c'è. E quel motivo spesso coincide con il vino giusto: quello che funziona quando fa caldo, quello che scalda quando fa freddo. Non proporremmo facilmente un rosso importante ad agosto o un Gewürztraminer a gennaio.


Cibo, vino e ambiente sono tutti correlati: si mangia con la bocca, certo, ma anche con gli occhi e con la sensazione di ciò che ci circonda. Per noi poi la stagionalità è concreta, non solo teorica: ogni piatto che pubblichiamo lo cuciniamo prima di tutto noi a casa. E una zucchina d'estate è un'altra cosa rispetto a una zucchina d'inverno.


Lo stesso vale per il territorio: abbinare un piatto a un vino che viene dalla stessa terra è quasi sempre una scelta vincente, e spesso è anche la più semplice. Se quei due prodotti sono nati nello stesso luogo, un motivo c'è. Non bisogna sempre cercare l'abbinamento complesso: a volte la risposta giusta è quella più ovvia.



Se doveste sfatare un pregiudizio sugli abbinamenti tra cucina vegetale e vino, quale sarebbe? C’è un accostamento che sorprende quasi sempre chi pensa che il vino “importante” stia bene solo con piatti di carne?


Partiamo da un esperimento fatto direttamente in cucina, a casa nostra. L'hummus: nella sua versione classica, per la sua tendenza dolce, chiama naturalmente vini bianchi, non troppo strutturati. Ma noi amiamo l'hummus intenso, con spezie spinte come paprika affumicata, cumino, peperoncino. Abbiamo scoperto che aumentando quell'intensità aromatica, l'abbinamento si sposta: ci si può permettere un rosso di media struttura, come un Chianti (non il Classico, non la Riserva, che sarebbero eccessivi) oppure una Barbera, con la sua acidità e quel tannino che entra in dialogo con le spezie invece di schiacciarle.


Quindi, abbiamo capito che, a volte, se un ingrediente non ha di per sé una struttura imponente, ci puoi arrivare attraverso i condimenti. Le spezie, l'olio, la cottura sono strumenti enologici a tutti gli effetti.


E lo stesso ragionamento vale per piatti con una struttura intrinseca: pensiamo alla parmigiana di melanzane, facilmente declinabile in versione vegana, che porta in tavola untuosità, intensità, complessità.


Con un piatto così ci si può spingere su abbinamenti che molti riserverebbero solo alla carne. Pensiamo all'Aglianico del Vulture: vino caldo, tannico, di grande struttura. Eppure, con una parmigiana regge benissimo. Il pregiudizio da sfatare è proprio questo: non è il tipo di ingrediente a determinare se un vino importante può stare a tavola, ma la struttura complessiva del piatto. E quella, spesso, la costruiamo noi.


Photo & info credit: Davide e Stefania 




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Salute e alla prossima!
E non scordarti: Sii curioso e assaggia sempre qualcosa di nuovo 🍷



👋🏻 Ciao, sono Mihaela Cojocaru DipWSET


Autrice del libro "Metodo WINExcel" - consigli pratici per esportare i tuoi vini con successo" 


Ideatrice dell'Associazione dei venditori di vino WINExcel Association www.winexcel.net


Export Coach 1:1  - WSET Educator  -  Sommelier AIS  - Docente export & digital marketing


Ascolta il podcast SoMe Wine e scopri interviste esclusive e seguimi su Facebook - Instagram - LinkedIn - Youtube - Email



Autore: Mihaela Cojocaru 20 maggio 2026
Come le cantine possono vendere vino direttamente ai consumatori in Europa Il settore vinicolo sta cambiando rapidamente e la vendita diretta al consumatore sta diventando una grande opportunità per le cantine europee. Grazie agli shop online, i produttori possono creare un rapporto diretto con gli appassionati di vino, anche oltre i confini nazionali. Tuttavia, spedizioni internazionali, IVA, normative e logistica rendono spesso il processo complesso. Nel YouTube Live parleremo di questi temi con Thomas di ShipWineEU , realtà specializzata nelle spedizioni dirette di vino in Europa. Scopriremo perché il modello direct-to-consumer (DTC) sta crescendo, quali opportunità offre alle cantine e come superare le sfide legate alla vendita internazionale. Un appuntamento interessante per produttori, professionisti del vino e per chi vuole capire il futuro dell’e-commerce nel settore vinicolo. Per vedere la traduzione della conversazione, entra su Youtube e attiva i sottotitoli: clicca su CC , poi su Impostazioni > Sottotitoli > Traduzione automatica e seleziona la lingua desiderata, ad esempio l’italiano. Se hai voglia di rimanere aggiornato segui il canale Youtube e attiva le notifiche! How wineries can sell wine directly to consumers across Europe The wine industry is changing rapidly, and direct-to-consumer sales are becoming a major opportunity for wineries across Europe. Thanks to online shops, producers can build direct relationships with wine lovers, even beyond national borders. However, international shipping, VAT, regulations, and logistics often make the process complex. In this YouTube Live, we will discuss these topics with Thomas from ShipWineEU , a company specialized in direct wine shipping across Europe. We will explore why the direct-to-consumer (DTC) model is growing, the opportunities it offers wineries, and how producers can overcome the challenges of international sales. A valuable conversation for wine producers, industry professionals, and anyone interested in the future of wine e-commerce. To view the translated conversation, enable subtitles on YouTube: click CC , then go to Settings > Subtitles > Auto-translate , and select your preferred language, such as Italian. If you want to stay updated, follow the YouTube channel and turn on notifications! Photo & content: Thomas Winther from Ship.Wine.Eu
Autore: Mihaela Cojocaru 18 maggio 2026
In a wine world increasingly shaped by digital communication and emerging technologies, few voices manage to balance expertise and innovation as naturally as Julia Vineboo .  With over 318,000 followers on Instagram, the Polish-Ukrainian wine influencer has built a reputation for combining solid wine education with forward-thinking storytelling, using artificial intelligence as a creative tool rather than a shortcut. A WSET Level 2 certified wine professional currently preparing for Level 3, and a Spanish Wine Scholar, Julia represents a new generation of wine communicators for whom education, credibility, and experimentation go hand in hand. Her back-to-back nominations for the International VinoInfluencers Award in the Wine Marketing category in Spain, recognition among the 17 winners of the 2025 Women in Wine & Spirits Awards in the Top Social Media category, and participation in the International Global Wine Marketing and Media Forum in Georgia reflect a career that extends well beyond social media metrics.
Autore: Mihaela Cojocaru 16 maggio 2026
C’è un punto, lungo l’ultimo tratto della Appia Antica a Brindisi, in cui il paesaggio smette di essere solo sfondo e diventa racconto. È tra questi vigneti che domenica 17 maggio, dalle 10:00 alle 21:00, prende vita “Vini e Vinili” alle Tenute Lu Spada : un evento che non si limita a unire vino e musica, ma li fa dialogare. Non è una semplice giornata in cantina. È un’idea di territorio che si apre, si lascia attraversare, si ascolta. I filari di Negroamaro, Susumaniello e Malvasia Nera diventano parte di una scena più ampia, dove il vino biologico non è solo prodotto agricolo, ma espressione di un paesaggio e di una scelta culturale precisa: quella della sostenibilità e dell’identità.
Autore: Mihaela Cojocaru 14 maggio 2026
Dal corso di Wine Manager a un progetto che unisce arte, vino e maternità: il debutto di “Cloe” a Gallipoli C’è un aspetto che rende questo progetto ancora più significativo: conosco Elisa Rollo dal percorso formativo del corso di Wine Manager, dove si è sempre distinta per la capacità di mettersi in gioco, sperimentare e trasformare le idee in visioni concrete.  Vederla oggi dare forma a un’iniziativa così originale è motivo di orgoglio. Come mamma, inoltre, ha saputo intrecciare in modo autentico la propria passione professionale con la dedizione alla figlia, unendo creativamente famiglia, doveri e piaceri in un progetto che racconta sensibilità, coraggio e innovazione.
Autore: Mihaela Cojocaru 21 gennaio 2026
Nel panorama contemporaneo del vino, fatto di etichette che raccontano territori, storie e visioni, emerge un approccio capace di trasformare ogni calice in un gesto di stile: quello di Stefania, fondatrice di I Sapori DiVini . La sua realtà nasce da una passione autentica e dall’idea che il vino non sia semplicemente un prodotto da scegliere, ma un’esperienza da vivere, da condividere, da ricordare. Attraverso un servizio di wine concierge su misura, selezioni personalizzate, degustazioni esclusive, e una e-commerce boutique, Stefania guida i clienti in un percorso intimo e curato, dove ogni bottiglia diventa l’espressione di un gusto, di un’occasione, di una storia. Un approccio sartoriale che unisce competenza, ascolto e cultura gastronomica, elevando il vino a rituale raffinato.
Autore: Mihaela Cojocaru 17 dicembre 2025
Venerdì 5 dicembre il Forum Eventi si è trasformato in un vero laboratorio sensoriale. Non una semplice degustazione, ma un’esperienza immersiva capace di mettere alla prova palato, memoria e convinzioni: il Red Blind Game – il grande rosso italiano alla cieca ha condotto i partecipanti in un viaggio lungo la Penisola, da Nord a Sud, calice dopo calice. Quando abbiamo iniziato a pensare a cosa proporre a Sabrina e Francesco Di Gregorio l’idea era chiara fin dall’inizio: volevamo qualcosa di nuovo , leggero , capace di unire contenuto e divertimento. Non una degustazione tecnica fine a sé stessa, ma un’esperienza che lasciasse il segno. Con Paola Restelli ci siamo chieste come rendere l’assaggio davvero coinvolgente, mettendo a confronto due approcci diversi ma complementari alla degustazione, AIS e WSET , senza appesantire il racconto o trasformare la serata in una lezione. L’obiettivo era semplice e allo stesso tempo ambizioso: fare in modo che ognuno tornasse a casa con qualcosa in più. Un’informazione nuova, una consapevolezza diversa, o magari anche solo una certezza messa in discussione. L’idea ha preso forma quando Paola ha suggerito di trasformare la degustazione in un gioco , un format che aveva già collaudato con successo. Da lì è nato il Red Blind Game , un modo diverso di degustare, confrontarsi e imparare, lasciando il vino libero di esprimersi e i partecipanti liberi di divertirsi, senza etichette e senza pregiudizi. La frase di apertura di Paola ha subito creato l’atmosfera giusta: « Vedo una sala piena di sorrisi e avete i calici vuoti… non oso immaginare dopo! » Una promessa mantenuta fino all’ultimo sorso.
Ioana - uno dei suoi eventi
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C’è un luogo dove il cibo, il vino e le storie si incontrano in un’atmosfera unica e riservata: benvenuti a La Tavola Segreta . Nato dalla passione di Ene Ioana Anca , questo progetto trasforma ogni cena in un’esperienza intima e memorabile, dove un solo tavolo diventa il cuore di conversazioni, emozioni e degustazioni curate nei minimi dettagli. In questo articolo, abbiamo chiesto a Ene Ioana Anca di raccontarci il suo percorso, le sue ispirazioni e i segreti dietro l’organizzazione di cene private esclusive. Dai primi passi nel mondo delle degustazioni alle attenzioni più piccole che fanno la differenza, ecco tutto quello che c’è da sapere per vivere e comprendere il fascino di La Tavola Segreta.
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C’è chi arriva al vino per curiosità, chi per caso, e poi c’è chi al vino sceglie di dedicare un intero percorso di vita. Immacolata Mauro appartiene a quest’ultima categoria: una professionista che ha costruito il proprio percorso unendo studio rigoroso, esperienza internazionale e una volontà costante di crescere. Dalla formazione come Sommelier AIS al conseguimento del DipWSET , dalle responsabilità di Head Sommelier in un ristorante due stelle Michelin al Master in Food & Beverage , fino ai tre anni trascorsi a Londra , una delle capitali mondiali del gusto: Immacolata ha trasformato ogni tappa del suo percorso in un tassello di un progetto più grande, diventare una voce autorevole e contemporanea nel mondo del vino .
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In un universo del vino spesso raccontato con toni tecnici, rigidità e un linguaggio che può intimorire i neofiti, Emanuela Pacifico porta una ventata d’aria fresca. Sommelière formata WSET (Livello 3) e divulgatrice appassionata, ha scelto Lugano come palcoscenico per condividere un nuovo modo di vivere il vino: più umano, più giocoso, più autentico. Le sue esperienze — dal Blind Tasting ai wine party privati, dagli eventi aziendali ai suoi corsi Wine ABC e Wine World Tour — nascono dal desiderio di avvicinare le persone al vino senza ansia da prestazione, trasformando il calice in un invito alla scoperta. Con un approccio inclusivo e coinvolgente, Emanuela accompagna chiunque voglia imparare a leggere una carta vini, scegliere una bottiglia con sicurezza o emozionarsi davanti a un vitigno sconosciuto.
Autore: Mihaela Cojocaru 3 dicembre 2025
Giovane, appassionato e profondamente legato alla sua terra, Giuseppe Perla rappresenta una nuova generazione di professionisti che stanno trasformando il volto del wine tourism in Puglia . Fondatore di PUGLIADHOC , Wine Tour Manager, WSET L2, Sommelier AIS e Maestro assaggiatore ONAF, Giuseppe unisce competenze tecniche e sensibilità umana per creare esperienze autentiche e sostenibili , capaci di raccontare la Puglia attraverso il vino, la cultura e le persone. Studente presso l’ ITS Academy della Puglia per il Turismo e i Beni Culturali , ha scelto un percorso formativo che gli consente di coniugare ospitalità, storytelling e valorizzazione del territorio . In questa intervista ci parla del suo percorso, delle sfide del turismo del vino e dell’importanza di formarsi per crescere nel settore.