Come raccontare il vino e renderlo un brand vincente: l’approccio di Laura Bucci

Mihaela Cojocaru • 8 ottobre 2025

Con oltre trent’anni di esperienza tra marketing, comunicazione e vino, Laura Bucci aiuta le aziende a crescere trasformando la loro identità in un brand forte e riconoscibile.

La sua capacità di unire competenze tecniche, certificazioni come WSET2 e AIS e una visione strategica costruita sul campo le permette di valorizzare al meglio l’essenza di ogni cantina, traducendola in un posizionamento di successo sui mercati.


Socia de Le Donne del Vino  e dell’Union Européenne des Gourmets, e wine writer per 20 Italie, Laura è una vera alleata delle aziende  che vogliono distinguersi: grazie al suo approccio personalizzato, sa raccontare il vino come cultura, territorio ed esperienza, trasformandolo in uno strumento di relazione, attrazione e fidelizzazione.


In questa intervista ci spiega come nasce la sua passione, quali opportunità oggi possono cogliere le aziende e perché investire in marketing strategico e comunicazione autentica significa costruire valore duraturo.



Laura, come ti sei avvicinata al mondo del vino e cosa ti ha spinto a farne il cuore della tua carriera?


Ho maturato una lunga esperienza nel marketing e nella comunicazione all’interno di un’importante realtà industriale produttrice di calici e bicchieri (RCR a Colle di Val d’Elsa). Partecipando a eventi organizzati da partner del settore vinicolo, ho avuto l’opportunità di confrontarmi con professionisti, giornalisti specializzati e sommelier di fama internazionale.


Questo contesto stimolante mi ha spinta ad approfondire il mondo del vino, iniziando nel 2014 il percorso da sommelier, concluso con l’esame nel febbraio 2016. Nello stesso anno sono entrata a far parte dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino: l’inizio di un viaggio straordinario.


 

Dici spesso che “il vino non è solo un prodotto: è cultura, territorio ed esperienza”. Cosa significa davvero per te questa visione?


Il vino è l’espressione di un’identità: quella di una famiglia, di un’azienda, di un territorio. È il frutto di un legame profondo con la terra, con la storia locale e con le tradizioni che spesso si intrecciano con la letteratura, la musica e l’arte. Questo patrimonio culturale rappresenta una risorsa preziosa su cui costruire strategie di marketing e comunicazione capaci di valorizzare l’unicità di ogni cantina e dei suoi vini.


La tua formazione unisce lingue, marketing e certificazioni come WSET L2 e AIS. Quanto hanno inciso queste competenze nel tuo modo di raccontare e comunicare il vino?


Il mio background multidisciplinare è stato fondamentale per entrare in sintonia con gli imprenditori, interpretare la loro visione e sviluppare progetti di marketing e comunicazione efficaci. Tuttavia, credo fermamente che la formazione debba essere continua: un professionista non smette mai di imparare. I miei prossimi obiettivi sono il conseguimento del WSET3 e l’approfondimento dell’intelligenza artificiale applicata al marketing e alla comunicazione.



Dal marketing dei calici ai Brunello di Montalcino e ai Chianti: qual è stata la tappa più significativa del tuo percorso e perché?


Ogni tappa ha rappresentato un momento di crescita, arricchito da incontri preziosi e da esperienze che hanno contribuito alla mia evoluzione professionale e personale. I calici mi hanno vista nascere come professionista: dal contenitore al contenuto. Montalcino ha segnato il mio ingresso diretto nel marketing del vino, mentre il Chianti mi ha aperto le porte dell’enoturismo e dello sviluppo dei wine club.

 


Oggi si parla molto di sostenibilità, digitalizzazione ed enoturismo esperienziale. Quali pensi siano le tendenze che segneranno il futuro del vino nei prossimi anni?


Le esperienze autentiche saranno centrali: i winelover, soprattutto i più giovani, cercano immersioni reali nelle aziende, guidate da personale competente e capace di comunicare con semplicità e coinvolgimento. La digitalizzazione è imprescindibile: senza un e-commerce evoluto e un wine club strutturato, si rischia di restare indietro. La sostenibilità sarà un valore chiave, non solo per le aziende biologiche, ma per tutto il comparto vinicolo. I consumatori sono sempre più attenti alla coerenza tra ciò che si comunica e ciò che si pratica: dichiarare valori non basta, bisogna viverli.

 


Sei socia de Le Donne del Vino e dell’Union Européenne des Gourmets. Quanto contano per te le reti associative e quale valore aggiunto portano al settore?


Le reti associative sono fondamentali: rappresentano un patrimonio di relazioni, esperienze condivise e opportunità di crescita. L’Associazione Le Donne del Vino, in particolare, è per me un punto di riferimento per la qualità umana e professionale delle socie, e per le attività di formazione, supporto e networking che promuove.

 


Ripensando al tuo percorso, c’è un episodio o un incontro che consideri decisivo per il tuo modo di intendere il vino e la comunicazione?


L’incontro con Donatella Cinelli Colombini, allora presidente nazionale dell’Associazione Le Donne del Vino, è stato determinante. La considero la mia mentore: un’imprenditrice visionaria che mi ha sempre incoraggiata in ogni cambiamento e in ogni nuova sfida. Studio, determinazione, coraggio e coerenza sono i valori che mi guidano nel mio percorso da libera professionista e nel mio modo di comunicare il vino.



Ti definisci una storyteller. Quanto è importante oggi saper raccontare il vino in modo autentico e coinvolgente rispetto al semplice prodotto in bottiglia?


È essenziale. I consumatori e i winelover cercano autenticità: vogliono storie vere, racconti genuini che trasmettano i valori dell’azienda e della famiglia dietro ogni bottiglia. Il vino non si vende, si racconta e se ne vive l’esperienza.


Per chiudere: se una giovane cantina ti chiedesse un consiglio per costruire il proprio brand e posizionarsi sul mercato, quale sarebbe il primo passo che suggeriresti?


Affidarsi a un professionista serio e competente, capace di elaborare un piano di marketing e comunicazione strategico. Un documento che traduca la visione aziendale in direzione, definisca obiettivi chiari e misurabili, allinei tutti i canali di comunicazione con l’identità del brand e supporti le scelte operative con una visione integrata e di medio-lungo periodo.


Photo & info credit: Laura

Leggi di piu' su: www.ladygourmet.it




________________

Salute e alla prossima!
E non scordarti: Sii curioso e assaggia sempre qualcosa di nuovo 🍷


👋🏻 Ciao, sono Mihaela Cojocaru DipWSET | Autrice del libro "Metodo WINExcel"   Export Coach   WSET Educator | Docente export & digital marketing c/o Italian Food Academy & Methodus Srl (Edotto)  | Event Planner


Ascolta il podcast SoMe Wine e scopri interviste esclusive

Seguimi su Facebook - Instagram - LinkedIn - Youtube - Email



Autore: Mihaela Cojocaru 28 maggio 2026
Dal 25 al 27 giugno 2026 torna il Forum Wine Festival , uno degli appuntamenti più attesi dell’estate salentina dedicati al vino, all’enogastronomia e all’intrattenimento. Giunto alla sua quarta edizione, il festival trasformerà il Forum Eventi di San Pancrazio Salentino in uno spazio conviviale dove scoprire oltre 40 cantine locali e nazionali, degustare grandi vini e vivere esperienze coinvolgenti tra musica, artisti e buon cibo. L’evento nasce con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al mondo del vino in modo semplice, divertente e accessibile, offrendo tre serate pensate per appassionati, curiosi e professionisti del settore. Tante le novità e tra degustazioni guidate, masterclass, incontri con produttori ed esperti, il Forum Wine Festival si conferma un punto di riferimento per chi desidera conoscere nuove etichette e approfondire la cultura enologica in un’atmosfera elegante ma informale.
Autore: Nick Fisher 25 maggio 2026
Two independent wine retailers share firsthand insights on how Brexit has impacted imports, logistics, costs, and the wider wine trade industry.
Autore: Mihaela Cojocaru 24 maggio 2026
WINExcel Connections racconta come la rete di professionisti del vino favorisca incontri e collaborazioni concrete. La storia di Claudia ed Emanuela mostra il valore delle relazioni nel settore vinicolo.
Autore: Mihaela Cojocaru 20 maggio 2026
Come le cantine possono vendere vino direttamente ai consumatori in Europa Il settore vinicolo sta cambiando rapidamente e la vendita diretta al consumatore sta diventando una grande opportunità per le cantine europee. Grazie agli shop online, i produttori possono creare un rapporto diretto con gli appassionati di vino, anche oltre i confini nazionali. Tuttavia, spedizioni internazionali, IVA, normative e logistica rendono spesso il processo complesso. Nel YouTube Live parleremo di questi temi con Thomas di ShipWineEU , realtà specializzata nelle spedizioni dirette di vino in Europa. Scopriremo perché il modello direct-to-consumer (DTC) sta crescendo, quali opportunità offre alle cantine e come superare le sfide legate alla vendita internazionale. Un appuntamento interessante per produttori, professionisti del vino e per chi vuole capire il futuro dell’e-commerce nel settore vinicolo. Per vedere la traduzione della conversazione, entra su Youtube e attiva i sottotitoli: clicca su CC , poi su Impostazioni > Sottotitoli > Traduzione automatica e seleziona la lingua desiderata, ad esempio l’italiano. Se hai voglia di rimanere aggiornato segui il canale Youtube e attiva le notifiche! How wineries can sell wine directly to consumers across Europe The wine industry is changing rapidly, and direct-to-consumer sales are becoming a major opportunity for wineries across Europe. Thanks to online shops, producers can build direct relationships with wine lovers, even beyond national borders. However, international shipping, VAT, regulations, and logistics often make the process complex. In this YouTube Live, we will discuss these topics with Thomas from ShipWineEU , a company specialized in direct wine shipping across Europe. We will explore why the direct-to-consumer (DTC) model is growing, the opportunities it offers wineries, and how producers can overcome the challenges of international sales. A valuable conversation for wine producers, industry professionals, and anyone interested in the future of wine e-commerce. To view the translated conversation, enable subtitles on YouTube: click CC , then go to Settings > Subtitles > Auto-translate , and select your preferred language, such as Italian. If you want to stay updated, follow the YouTube channel and turn on notifications! Photo & content: Thomas Winther from Ship.Wine.Eu
Piatti a base vegetale abbinati a calici di vino, con ingredienti naturali e radici orticole protago
Autore: Mihaela Cojocaru 20 maggio 2026
Scopri come la cucina vegetale a base di radici si unisce al vino in abbinamenti innovativi che valorizzano gusto, sostenibilità e creatività gastronomica.
Autore: Mihaela Cojocaru 18 maggio 2026
In a wine world increasingly shaped by digital communication and emerging technologies, few voices manage to balance expertise and innovation as naturally as Julia Vineboo .  With over 318,000 followers on Instagram, the Polish-Ukrainian wine influencer has built a reputation for combining solid wine education with forward-thinking storytelling, using artificial intelligence as a creative tool rather than a shortcut. A WSET Level 2 certified wine professional currently preparing for Level 3, and a Spanish Wine Scholar, Julia represents a new generation of wine communicators for whom education, credibility, and experimentation go hand in hand. Her back-to-back nominations for the International VinoInfluencers Award in the Wine Marketing category in Spain, recognition among the 17 winners of the 2025 Women in Wine & Spirits Awards in the Top Social Media category, and participation in the International Global Wine Marketing and Media Forum in Georgia reflect a career that extends well beyond social media metrics.
Autore: Mihaela Cojocaru 16 maggio 2026
C’è un punto, lungo l’ultimo tratto della Appia Antica a Brindisi, in cui il paesaggio smette di essere solo sfondo e diventa racconto. È tra questi vigneti che domenica 17 maggio, dalle 10:00 alle 21:00, prende vita “Vini e Vinili” alle Tenute Lu Spada : un evento che non si limita a unire vino e musica, ma li fa dialogare. Non è una semplice giornata in cantina. È un’idea di territorio che si apre, si lascia attraversare, si ascolta. I filari di Negroamaro, Susumaniello e Malvasia Nera diventano parte di una scena più ampia, dove il vino biologico non è solo prodotto agricolo, ma espressione di un paesaggio e di una scelta culturale precisa: quella della sostenibilità e dell’identità.
Autore: Mihaela Cojocaru 14 maggio 2026
Dal corso di Wine Manager a un progetto che unisce arte, vino e maternità: il debutto di “Cloe” a Gallipoli C’è un aspetto che rende questo progetto ancora più significativo: conosco Elisa Rollo dal percorso formativo del corso di Wine Manager, dove si è sempre distinta per la capacità di mettersi in gioco, sperimentare e trasformare le idee in visioni concrete.  Vederla oggi dare forma a un’iniziativa così originale è motivo di orgoglio. Come mamma, inoltre, ha saputo intrecciare in modo autentico la propria passione professionale con la dedizione alla figlia, unendo creativamente famiglia, doveri e piaceri in un progetto che racconta sensibilità, coraggio e innovazione.
Autore: Mihaela Cojocaru 21 gennaio 2026
Nel panorama contemporaneo del vino, fatto di etichette che raccontano territori, storie e visioni, emerge un approccio capace di trasformare ogni calice in un gesto di stile: quello di Stefania, fondatrice di I Sapori DiVini . La sua realtà nasce da una passione autentica e dall’idea che il vino non sia semplicemente un prodotto da scegliere, ma un’esperienza da vivere, da condividere, da ricordare. Attraverso un servizio di wine concierge su misura, selezioni personalizzate, degustazioni esclusive, e una e-commerce boutique, Stefania guida i clienti in un percorso intimo e curato, dove ogni bottiglia diventa l’espressione di un gusto, di un’occasione, di una storia. Un approccio sartoriale che unisce competenza, ascolto e cultura gastronomica, elevando il vino a rituale raffinato.
Autore: Mihaela Cojocaru 17 dicembre 2025
Venerdì 5 dicembre il Forum Eventi si è trasformato in un vero laboratorio sensoriale. Non una semplice degustazione, ma un’esperienza immersiva capace di mettere alla prova palato, memoria e convinzioni: il Red Blind Game – il grande rosso italiano alla cieca ha condotto i partecipanti in un viaggio lungo la Penisola, da Nord a Sud, calice dopo calice. Quando abbiamo iniziato a pensare a cosa proporre a Sabrina e Francesco Di Gregorio l’idea era chiara fin dall’inizio: volevamo qualcosa di nuovo , leggero , capace di unire contenuto e divertimento. Non una degustazione tecnica fine a sé stessa, ma un’esperienza che lasciasse il segno. Con Paola Restelli ci siamo chieste come rendere l’assaggio davvero coinvolgente, mettendo a confronto due approcci diversi ma complementari alla degustazione, AIS e WSET , senza appesantire il racconto o trasformare la serata in una lezione. L’obiettivo era semplice e allo stesso tempo ambizioso: fare in modo che ognuno tornasse a casa con qualcosa in più. Un’informazione nuova, una consapevolezza diversa, o magari anche solo una certezza messa in discussione. L’idea ha preso forma quando Paola ha suggerito di trasformare la degustazione in un gioco , un format che aveva già collaudato con successo. Da lì è nato il Red Blind Game , un modo diverso di degustare, confrontarsi e imparare, lasciando il vino libero di esprimersi e i partecipanti liberi di divertirsi, senza etichette e senza pregiudizi. La frase di apertura di Paola ha subito creato l’atmosfera giusta: « Vedo una sala piena di sorrisi e avete i calici vuoti… non oso immaginare dopo! » Una promessa mantenuta fino all’ultimo sorso.