Il turismo del vino diventa un racconto: l’esperienza immersiva secondo Winalist
Il turismo del vino non è mai stato così vivo! Oggi, viaggiare tra le vigne significa scoprire storie, persone e territori attraverso esperienze autentiche, costruite su misura per chi cerca qualcosa di più di una semplice degustazione.
Ma a volte, l’accesso alle cantine può intimorire chi non è già abituato a questo mondo. Ed è proprio qui che soluzioni come Winalist assumono tutto il loro valore. Con oltre 1.900 cantine partner nel mondo — principalmente in Francia, Italia, Portogallo e Spagna — la piattaforma permette di organizzare il proprio wine trip evitando brutte sorprese.

Tra i protagonisti di questa nuova era dell’enoturismo c’è Valentine Copper, una professionista cosmopolita – francese, americana e italiana d’adozione – che ha trasformato la sua passione per il vino in una missione: connettere le cantine italiane con viaggiatori e wine lovers di tutto il mondo.
Rappresentante di Winalist in Italia, la piattaforma leader europea per il wine tourism, Valentine aiuta ogni giorno produttori e visitatori a incontrarsi, raccontarsi e vivere il vino come esperienza culturale e umana. Con la sua energia e visione internazionale, promuove un’Italia fatta di autenticità, accoglienza e storie da condividere.
In questa intervista ci racconta come è nata la sua passione per il vino, cosa rende speciale il turismo enologico oggi e quali tendenze stanno cambiando il modo di vivere le esperienze in cantina.
Valentine, come è iniziato il tuo percorso nel mondo del vino? C’è stato un momento o un’esperienza in particolare che ti ha fatto innamorare del wine tourism?
La mia passione per il vino è nata durante un’esperienza che, inizialmente, consideravo soprattutto linguistica e culturale: uno stage di tre mesi in una cantina umbra per migliorare il mio italiano. Lavorando nell’incoming e accompagnando visitatori francesi, belgi, olandesi, tedeschi, svedesi, americani e italiani, ho scoperto quanto il wine tourism sappia creare connessioni genuine tra persone completamente diverse.
Mi ha colpito vedere come una visita in cantina, unita al racconto della storia del luogo, riesca a mettere tutti a proprio agio e a generare un clima quasi familiare. È lì che ho capito che questo settore aveva qualcosa da offrirmi: un equilibrio perfetto tra cultura, ospitalità, territorio e relazioni umane. Avevo 21 anni e dovevo ancora terminare i miei studi in Francia, ma da quel momento è stato chiaro che il mio percorso professionale avrebbe preso una nuova direzione.
Da dove nasce l’idea di Winalist e qual è la sua missione principale?
Winalist nasce dalla passione del nostro fondatore, Nicolas Manfredini. Racconta
« Tornando da vari viaggi, ho cercato di prenotare alcune esperienze in cantina a Bordeaux. Mi sono accorto che era tutto troppo complesso. Così ho deciso di mettere a frutto le mie competenze nello sviluppo web e creare una prima versione della piattaforma. »
Da questa intuizione nasce Winalist, che nella sua forma attuale vede la luce nel 2019. Da allora, la piattaforma continua a crescere insieme ai nostri partner in Francia, Italia, Portogallo, Spagna e in mercati emergenti come Belgio, con un obiettivo chiaro: rendere l’enoturismo più accessibile, più organizzato e più valorizzato in tutta Europa.
Come descriveresti Winalist a chi non la conosce? È una piattaforma di prenotazione, una community o qualcosa di più?
Winalist è molto più di una semplice piattaforma di prenotazione: è una vera guida europea all’enoturismo. Il nostro obiettivo è valorizzare le realtà che condividono la loro storia con autenticità e professionalità, e farle incontrare con una comunità crescente di wine lovers e professionisti del settore.
La nostra visione è quella di creare una community viva, curiosa e interconnessa, capace di viaggiare per passione o per lavoro, e di scoprire territori attraverso il vino. Crediamo profondamente nello scambio culturale tra regioni europee e vogliamo rendere l’enoturismo un’attività culturale, accessibile e irrinunciabile.
Quali sono le regioni italiane più attive o più amate dai turisti che scelgono Winalist per prenotare esperienze enoturistiche?
Domanda bellissima! Le regioni più dinamiche e richieste sono senza dubbio
Toscana, Piemonte, Veneto, Sicilia e Puglia.
Questi territori combinano una ricchezza straordinaria di denominazioni riconosciute nel mondo con una grande varietà di proposte esperienziali.
Ma ciò che colpisce sempre di più è l’interesse crescente verso le esperienze intime e autentiche, spesso guidate direttamente dal winemaker o da un membro della famiglia che custodisce la storia della cantina. Quando intimità e autenticità si incontrano, nasce un’esperienza profondamente emozionale, quella in cui il visitatore si sente davvero accolto e coccolato.
Da dove arrivano principalmente i visitatori che utilizzano Winalist? Sono più europei, americani o anche italiani curiosi di riscoprire il proprio territorio?
La comunità Winalist è internazionale nel vero senso della parola! Se guardiamo a chi prenota effettivamente esperienze enoturistiche tramite la piattaforma, oggi vediamo un equilibrio sorprendente: circa il 50% proviene dagli Stati Uniti, circa il 40% da diversi paesi europei, e il restante 10% da altre parti del mondo. Un pubblico globale, curioso, e sempre più desideroso di scoprire le eccellenze italiane.
Che tipo di esperienze enoturistiche piacciono di più oggi? Le degustazioni classiche, i wine picnic, i corsi, oppure le esperienze più immersive come la vendemmia o la cucina in vigna?
Per l’Italia, osserviamo un grande amore per l’enogastronomia. Qualsiasi esperienza che unisca una selezione di vini locali a piatti o prodotti del territorio—curati, ricercati e raccontati con passione—risulta estremamente attraente.
Oltre alla cucina, contano molto anche: la bellezza del luogo (anche solo una terrazza o vista panoramica), la qualità dell’accoglienza, e lo
storytelling della cantina. I viaggiatori cercano esperienze
complete, che coinvolgano tutti i sensi.
Avete notato un cambiamento nel profilo dei wine travelers negli ultimi anni? Età, interessi o modo di vivere l’esperienza?
Le tendenze evolvono rapidamente e l’enoturismo segue naturalmente i cambiamenti del turismo globale. Oggi il profilo dei viaggiatori è profondamente cambiato: sono più giovani, ancora più connessi e mostrano una forte sensibilità verso la sostenibilità dei luoghi che visitano e l’impegno ecologico delle cantine.
Ciò che colpisce maggiormente, però, è la riduzione del loro tempo di attenzione. Per questo motivo è importante che le cantine e gli operatori del settore si rivolgano a questo pubblico in modo dinamico, integrando elementi di entertainment all’interno delle esperienze. I visitatori vogliono partecipare, capire, vivere un’esperienza personalizzata e autentica, e tornare a casa con una storia da raccontare.
Come supportate le cantine italiane nella loro crescita digitale e nella promozione verso un pubblico internazionale?
È sicuramente un tema centrale in tutto il settore vitivinicolo. Siamo conviti che il primo elemento di supporto, è di effettivamente portare una clientela qualitativa: in consapevolezza ed in conoscenza di vino, ed in propensione di acquisto.
Allo stesso momento, ci impegniamo a semplificare tutto ciò che riguarda l’incoming:
- gestione delle disponibilità e delle lingue proposte,
- comunicazioni con i visitatori (promemoria, modifiche, richieste),
- pagamenti, rimborsi, no-show,
- gestione amministrativa.
Snellendo i processi, permettiamo alle cantine di
risparmiare tempo, ridurre lo stress operativo e accogliere più serenamente una clientela internazionale, con un’organizzazione stabile.
C’è un episodio o un “wine moment” che ti è rimasto nel cuore durante le tue visite o collaborazioni con le cantine italiane?
Ho vissuto moltissimi bellissimi “wine moments”, e sarebbe difficile sceglierne uno solo. Quello che mi colpisce di più è ritrovare una vera coerenza tra l’identità del territorio, le scelte di vinificazione, l’arte e gli attori locali — soprattutto attraverso i prodotti scelti per gli abbinamenti.
Per me, in Francia il momento più memorabile resta la visita privata alla Cave des Ursulines – Maison Boisset a Nuits-Saint-Georges, dove ho potuto riscoprire la regione della Borgogna, che amo particolarmente.
In Italia, tra le molte realtà che ho avuto la fortuna di conoscere, mi hanno colpito in modo particolare la Tenuta Carretta, con il suo legame unico tra arte e cantina, e Castiglion del Bosco, dove l’attenzione al dettaglio e la passione del team regalano un’esperienza davvero privilegiata.
Guardando al futuro, come immagini l’evoluzione del wine tourism in Italia? Più esperienziale, più sostenibile o più tecnologico?
L’Italia ha un potenziale enorme, soprattutto a livello comunicativo: ci sono ancora tantissime gemme nascoste che meritano di essere raccontate.
Immagino un enoturismo:
- più semplice e accessibile nella fruizione,
- mirato sulla qualità più che sulla quantità,
- identitario, capace di esprimere l’autenticità dei territori,
- e sempre più aperto a un pubblico internazionale.
Guardando all’esempio del Portogallo, che ha saputo trasformare l’enoturismo in un’esperienza coinvolgente e dinamica, sono convinta che anche l’Italia possa crescere in modo esponenziale. Basterà innovare senza perdere ciò che la rende unica: le sue tradizioni, il suo ritmo, il suo cuore.
L’Italia gode già, agli occhi dei visitatori di tutto il mondo, di un’immagine legata alla Dolce Vita. È un vantaggio straordinario che le permette di attirare milioni di turisti ogni anno. L’obiettivo di Winalist, oggi, è lavorare fianco a fianco con le principali destinazioni italiane per collegare questi grandi hub a province più autentiche, meno conosciute ma ricchissime di proposte da offrire.
In un mondo che corre veloce, Valentine ci ricorda l’importanza di rallentare, ascoltare e vivere il vino come esperienza di incontro. Ed è proprio lì, tra un brindisi e una conversazione, che nasce la magia del wine tourism contemporaneo. Clicca sul link ed esplora www.winalist.com per scoprire esperienze, cantine e viaggi nel cuore del vino italiano.
Photo & info credit: Valentine
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Salute e alla prossima!
E non scordarti: Sii curioso e assaggia sempre qualcosa di nuovo 🍷
👋🏻 Ciao, sono Mihaela Cojocaru DipWSET | Autrice del libro "Metodo WINExcel" Export Coach WSET Educator | Docente export & digital marketing c/o Italian Food Academy & Methodus Srl (Edotto) | Event Planner
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