Gianluca Catania: raccontare il vino attraverso le emozioni del video

Mihaela Cojocaru • 25 ottobre 2025

In un mondo sempre più visivo, dove lo storytelling passa attraverso le immagini, il vino trova nel linguaggio audiovisivo un alleato potente.


Ne parliamo con Gianluca Catania regista e fondatore di Trees Home, casa di produzione nata nel 2012 e oggi punto di riferimento per la comunicazione video nel mondo del vino e del lifestyle.


Con la sua esperienza, maturata anche attraverso collaborazioni con Federvini, Gianluca ci accompagna dietro le quinte del racconto per immagini: un viaggio tra emozioni, autenticità e nuove tendenze che conquistano le generazioni più giovani.


Ma cosa funziona davvero oggi nella comunicazione video? Quali contenuti catturano l’attenzione dei giovani? E perché, nonostante le potenzialità, molte aziende italiane sono ancora riluttanti a investire in questo linguaggio?


Gianluca, raccontaci come è iniziato il tuo percorso nel mondo della regia e come è nata Trees Home. Cosa ti ha spinto a fondare la tua casa di produzione e quali sono stati i primi progetti significativi?

 

Trees Home è nata un po’ per caso e un po’ per istinto. Io e la mia socia Chiara avevamo iniziato a lavorare con agenzie pubblicitarie sempre più grandi, e a un certo punto ci siamo trovati davanti a una produzione importante per Dompè, per Okitask. Il giorno dopo eravamo in camera di commercio ad aprire la società.

L’idea era semplice: fare le cose per bene, con amore per l’immagine in movimento e la capacità che ha un video breve di dire tanto, in poco tempo. Dietro a un 30 secondi c’è un mondo fatto di pensiero, ritmo, scelte visive e cura del dettaglio.


I primi progetti ci hanno messo subito alla prova: Okitask, Vodafone, McDonald’s, Barilla… e ci hanno insegnato che ogni brand, grande o piccolo, può diventare interessante se lo guardi con lo sguardo giusto.



Hai collaborato con grandi realtà come Federvini: cosa ti affascina della comunicazione legata al mondo del vino e dell’enogastronomia italiana?

 

Il progetto con Federvini è stato uno di quelli che ti restano dentro. Ci hanno chiesto non solo di produrre il video, ma di immaginare anche la creatività. È stato bellissimo viaggiare, incontrare produttori, scoprire metodi e visioni diverse. Il vino ha questa magia: è un racconto di persone, di gesti, di tempo. Tradurlo in immagini è come entrare dentro una storia d’amore collettiva, fatta di cura e autenticità.



Secondo te, quali sono oggi i contenuti video che funzionano di più tra i giovani e attirano la loro attenzione in un mondo pieno di stimoli visivi?

 

Sicuramente i video brevi e nativi per i social hanno un impatto fortissimo. Ma credo che anche i contenuti più lunghi, se raccontati bene, possano catturare i giovani. L’importante è che ci sia autenticità e ritmo: non serve per forza stupire, serve emozionare, incuriosire, far sentire che dietro c’è una verità. Quando un racconto è sincero, arriva.



C’è ancora una certa riluttanza in Italia nell’investire in contenuti video di qualità, specialmente nel settore del vino. Da regista, perché pensi che accada e come si può superare questa barriera?

 

Credo che molti non abbiano ancora percepito quanto un video ben fatto possa essere un vero investimento, non solo un costo. Il vino, in particolare, ha bisogno di essere raccontato: dietro una bottiglia ci sono territori, mani, emozioni.


Un acquirente dall’altra parte del mondo può scegliere una bottiglia non solo per il gusto, ma per quello che rappresenta. Il video serve a far sentire quell’esperienza, quel legame con chi lo produce. Quando questo accade, ogni sorso ha un valore in più.



Nel mondo del vino, quale tipologia di video — tra storytelling, backstage, docu-serie o spot emozionali — arriva più facilmente al consumatore finale?

 

Io credo nello storytelling che sappia unire più linguaggi. Un video che ha dentro l’autenticità del backstage, la profondità di una docu-serie e la magia visiva di uno spot emozionale. Mischiare questi elementi permette di creare qualcosa che non solo racconta, ma fa sentire. È quello il punto: non mostrare, ma far vivere un’emozione.



Puoi raccontarci una delle tue esperienze più riuscite o un progetto video che ha avuto un impatto particolarmente forte sul pubblico?

 

Nel nostro mestiere il successo è fatto anche di visibilità, ma alcuni progetti ti restano dentro per la loro energia. Penso alla collaborazione con Netflix per I Mitchell contro le Macchine, oppure alla campagna per Zalando con Elodie. In entrambi i casi c’era quella sensazione rara di far parte di qualcosa di più grande: creatività, professionalità e una bella dose di passione condivisa. Sono i progetti che ti ricordano perché fai questo lavoro.



Se una cantina volesse iniziare a raccontarsi con i video, da dove dovrebbe partire? Dalla storia, dalle persone o dal prodotto?

 

Da tutte e tre le cose, ma soprattutto dall’amore per quello che fa. Senza quello, il resto non ha forza. Ho avuto modo di raccontare anche mondi come quello del Parmigiano Reggiano, e come nel vino, le persone che ci mettono passione rendono tutto più interessante.


Sono cresciuto sull’Etna e ogni volta che vedo i vigneti di casa mia penso: “Ma nel mondo sanno che qui il vino si fa camminando fra gli alberelli?” Ecco, partire da lì — da un’immagine che racconta un’emozione vera — è già l’inizio del racconto giusto.



Un ultimo consiglio per le aziende vinicole: come possono usare il linguaggio visivo per emozionare, distinguersi e arrivare davvero al cuore del consumatore?

 

La prima cosa è avere un piano: sapere cosa si vuole dire e a chi. Poi trovare il modo di farlo arrivare — che sia un sito, una pagina Instagram o un video ben distribuito. Ma la cosa più importante è metterci la faccia.

Le persone si affezionano a chi sta dietro al prodotto, non solo al prodotto. Mostrarsi, raccontarsi, farsi conoscere è fondamentale. In fondo, anche scegliere un vino è una forma di empatia: ci si riconosce in una storia, in un territorio, in un volto. Il linguaggio visivo serve proprio a questo — a creare un legame che resta, anche dopo l’ultimo sorso.



L’incontro con Gianluca Catania ci ricorda che il vino, come il cinema, vive di emozioni, ritmo e autenticità. Un racconto visivo ben costruito può trasformare una bottiglia in un’esperienza, una cantina in un luogo da scoprire, e un pubblico in una community di appassionati 🎬🍷


Se ti appassiona il mondo del turismo del vino, dell’ospitalità di qualità e delle storie di successo del settore enologico, continua a seguire il blog per nuove interviste e approfondimenti su professionisti che stanno ridefinendo l’esperienza del vino italiano.



Photo & Info: Gianluca Catania

Info sui lavori video su www.trees-home.com


________________

Salute e alla prossima!
E non scordarti: Sii curioso e assaggia sempre qualcosa di nuovo 🍷


👋🏻 Ciao, sono Mihaela Cojocaru DipWSET | Autrice del libro "Metodo WINExcel"   Export Coach   WSET Educator | Docente export & digital marketing c/o Italian Food Academy & Methodus Srl (Edotto)  | Event Planner


Ascolta il podcast SoMe Wine e scopri interviste esclusive

Seguimi su Facebook - Instagram - LinkedIn - Youtube - Email



Autore: Mihaela Cojocaru 28 maggio 2026
Dal 25 al 27 giugno 2026 torna il Forum Wine Festival , uno degli appuntamenti più attesi dell’estate salentina dedicati al vino, all’enogastronomia e all’intrattenimento. Giunto alla sua quarta edizione, il festival trasformerà il Forum Eventi di San Pancrazio Salentino in uno spazio conviviale dove scoprire oltre 40 cantine locali e nazionali, degustare grandi vini e vivere esperienze coinvolgenti tra musica, artisti e buon cibo. L’evento nasce con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al mondo del vino in modo semplice, divertente e accessibile, offrendo tre serate pensate per appassionati, curiosi e professionisti del settore. Tante le novità e tra degustazioni guidate, masterclass, incontri con produttori ed esperti, il Forum Wine Festival si conferma un punto di riferimento per chi desidera conoscere nuove etichette e approfondire la cultura enologica in un’atmosfera elegante ma informale.
Autore: Nick Fisher 25 maggio 2026
Two independent wine retailers share firsthand insights on how Brexit has impacted imports, logistics, costs, and the wider wine trade industry.
Autore: Mihaela Cojocaru 24 maggio 2026
WINExcel Connections racconta come la rete di professionisti del vino favorisca incontri e collaborazioni concrete. La storia di Claudia ed Emanuela mostra il valore delle relazioni nel settore vinicolo.
Autore: Mihaela Cojocaru 20 maggio 2026
Come le cantine possono vendere vino direttamente ai consumatori in Europa Il settore vinicolo sta cambiando rapidamente e la vendita diretta al consumatore sta diventando una grande opportunità per le cantine europee. Grazie agli shop online, i produttori possono creare un rapporto diretto con gli appassionati di vino, anche oltre i confini nazionali. Tuttavia, spedizioni internazionali, IVA, normative e logistica rendono spesso il processo complesso. Nel YouTube Live parleremo di questi temi con Thomas di ShipWineEU , realtà specializzata nelle spedizioni dirette di vino in Europa. Scopriremo perché il modello direct-to-consumer (DTC) sta crescendo, quali opportunità offre alle cantine e come superare le sfide legate alla vendita internazionale. Un appuntamento interessante per produttori, professionisti del vino e per chi vuole capire il futuro dell’e-commerce nel settore vinicolo. Per vedere la traduzione della conversazione, entra su Youtube e attiva i sottotitoli: clicca su CC , poi su Impostazioni > Sottotitoli > Traduzione automatica e seleziona la lingua desiderata, ad esempio l’italiano. Se hai voglia di rimanere aggiornato segui il canale Youtube e attiva le notifiche! How wineries can sell wine directly to consumers across Europe The wine industry is changing rapidly, and direct-to-consumer sales are becoming a major opportunity for wineries across Europe. Thanks to online shops, producers can build direct relationships with wine lovers, even beyond national borders. However, international shipping, VAT, regulations, and logistics often make the process complex. In this YouTube Live, we will discuss these topics with Thomas from ShipWineEU , a company specialized in direct wine shipping across Europe. We will explore why the direct-to-consumer (DTC) model is growing, the opportunities it offers wineries, and how producers can overcome the challenges of international sales. A valuable conversation for wine producers, industry professionals, and anyone interested in the future of wine e-commerce. To view the translated conversation, enable subtitles on YouTube: click CC , then go to Settings > Subtitles > Auto-translate , and select your preferred language, such as Italian. If you want to stay updated, follow the YouTube channel and turn on notifications! Photo & content: Thomas Winther from Ship.Wine.Eu
Piatti a base vegetale abbinati a calici di vino, con ingredienti naturali e radici orticole protago
Autore: Mihaela Cojocaru 20 maggio 2026
Scopri come la cucina vegetale a base di radici si unisce al vino in abbinamenti innovativi che valorizzano gusto, sostenibilità e creatività gastronomica.
Autore: Mihaela Cojocaru 18 maggio 2026
In a wine world increasingly shaped by digital communication and emerging technologies, few voices manage to balance expertise and innovation as naturally as Julia Vineboo .  With over 318,000 followers on Instagram, the Polish-Ukrainian wine influencer has built a reputation for combining solid wine education with forward-thinking storytelling, using artificial intelligence as a creative tool rather than a shortcut. A WSET Level 2 certified wine professional currently preparing for Level 3, and a Spanish Wine Scholar, Julia represents a new generation of wine communicators for whom education, credibility, and experimentation go hand in hand. Her back-to-back nominations for the International VinoInfluencers Award in the Wine Marketing category in Spain, recognition among the 17 winners of the 2025 Women in Wine & Spirits Awards in the Top Social Media category, and participation in the International Global Wine Marketing and Media Forum in Georgia reflect a career that extends well beyond social media metrics.
Autore: Mihaela Cojocaru 16 maggio 2026
C’è un punto, lungo l’ultimo tratto della Appia Antica a Brindisi, in cui il paesaggio smette di essere solo sfondo e diventa racconto. È tra questi vigneti che domenica 17 maggio, dalle 10:00 alle 21:00, prende vita “Vini e Vinili” alle Tenute Lu Spada : un evento che non si limita a unire vino e musica, ma li fa dialogare. Non è una semplice giornata in cantina. È un’idea di territorio che si apre, si lascia attraversare, si ascolta. I filari di Negroamaro, Susumaniello e Malvasia Nera diventano parte di una scena più ampia, dove il vino biologico non è solo prodotto agricolo, ma espressione di un paesaggio e di una scelta culturale precisa: quella della sostenibilità e dell’identità.
Autore: Mihaela Cojocaru 14 maggio 2026
Dal corso di Wine Manager a un progetto che unisce arte, vino e maternità: il debutto di “Cloe” a Gallipoli C’è un aspetto che rende questo progetto ancora più significativo: conosco Elisa Rollo dal percorso formativo del corso di Wine Manager, dove si è sempre distinta per la capacità di mettersi in gioco, sperimentare e trasformare le idee in visioni concrete.  Vederla oggi dare forma a un’iniziativa così originale è motivo di orgoglio. Come mamma, inoltre, ha saputo intrecciare in modo autentico la propria passione professionale con la dedizione alla figlia, unendo creativamente famiglia, doveri e piaceri in un progetto che racconta sensibilità, coraggio e innovazione.
Autore: Mihaela Cojocaru 21 gennaio 2026
Nel panorama contemporaneo del vino, fatto di etichette che raccontano territori, storie e visioni, emerge un approccio capace di trasformare ogni calice in un gesto di stile: quello di Stefania, fondatrice di I Sapori DiVini . La sua realtà nasce da una passione autentica e dall’idea che il vino non sia semplicemente un prodotto da scegliere, ma un’esperienza da vivere, da condividere, da ricordare. Attraverso un servizio di wine concierge su misura, selezioni personalizzate, degustazioni esclusive, e una e-commerce boutique, Stefania guida i clienti in un percorso intimo e curato, dove ogni bottiglia diventa l’espressione di un gusto, di un’occasione, di una storia. Un approccio sartoriale che unisce competenza, ascolto e cultura gastronomica, elevando il vino a rituale raffinato.
Autore: Mihaela Cojocaru 17 dicembre 2025
Venerdì 5 dicembre il Forum Eventi si è trasformato in un vero laboratorio sensoriale. Non una semplice degustazione, ma un’esperienza immersiva capace di mettere alla prova palato, memoria e convinzioni: il Red Blind Game – il grande rosso italiano alla cieca ha condotto i partecipanti in un viaggio lungo la Penisola, da Nord a Sud, calice dopo calice. Quando abbiamo iniziato a pensare a cosa proporre a Sabrina e Francesco Di Gregorio l’idea era chiara fin dall’inizio: volevamo qualcosa di nuovo , leggero , capace di unire contenuto e divertimento. Non una degustazione tecnica fine a sé stessa, ma un’esperienza che lasciasse il segno. Con Paola Restelli ci siamo chieste come rendere l’assaggio davvero coinvolgente, mettendo a confronto due approcci diversi ma complementari alla degustazione, AIS e WSET , senza appesantire il racconto o trasformare la serata in una lezione. L’obiettivo era semplice e allo stesso tempo ambizioso: fare in modo che ognuno tornasse a casa con qualcosa in più. Un’informazione nuova, una consapevolezza diversa, o magari anche solo una certezza messa in discussione. L’idea ha preso forma quando Paola ha suggerito di trasformare la degustazione in un gioco , un format che aveva già collaudato con successo. Da lì è nato il Red Blind Game , un modo diverso di degustare, confrontarsi e imparare, lasciando il vino libero di esprimersi e i partecipanti liberi di divertirsi, senza etichette e senza pregiudizi. La frase di apertura di Paola ha subito creato l’atmosfera giusta: « Vedo una sala piena di sorrisi e avete i calici vuoti… non oso immaginare dopo! » Una promessa mantenuta fino all’ultimo sorso.